Un affitto con riscatto è una speciale tipologia di contratto che permette al conduttore di ricevere in affitto l’immobile e di esercitare un’opzione di acquisto sullo stesso versando una quota mensile maggiorata a titolo di anticipo. Dunque, diversamente da un normale patto scritto tra locatore e affittuario, è prevista la possibilità da parte del locatario di diventare entro un tempo prestabilito il futuro proprietario dell’abitazione.

La versione più utilizzata è il contratto di locazione con preliminare di vendita (o patto di futura vendita), per la redazione del quale è necessario rivolgersi a un notaio . Se il conduttore non dovesse finalizzare la compravendita della casa perderebbe le quote versate in precedenza, che il venditore tratterrebbe per sé a titolo di indennizzo, mentre il contratto di affitto proseguirebbe normalmente (a patto che l’affittuario non decida di lasciare l’immobile richiedendo il recesso.

Quanto anticipo versare

In un affitto con riscatto l’inquilino di solito paga un canone mensile maggiorato del 20-30% rispetto a una normale rata prevista dai contratti di locazione. La parte eccedente del pagamento serve come anticipo per l’eventuale acquisto futuro dell’immobile.

Quanto dura

La durata dell’affitto con riscatto non può essere superiore ai dieci anni. Le due parti (proprietario dell’immobile e conduttore) hanno la facoltà di scegliere la durata del contratto di locazione. Ad esempio, nulla vieta loro di adottare la formula 4+4 (o 3+2), fermo restando il limite dei dieci anni imposto dalla legge. In genere la scelta ricade spesso su un periodo che va dai 3 ai 4 anni.

da Money.it

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